Come costruire un posizionamento efficace per un ITS: guida pratica
Molti ITS offrono corsi validi, ottimi docenti e un tasso di occupazione superiore al 90%. Eppure, quando si chiede loro “Cosa vi distingue dagli altri?”, la risposta è spesso vaga: “Siamo molto pratici”, “Abbiamo un buon rapporto con le aziende”, “Formiamo professionisti richiesti”. Frasi corrette, ma intercambiabili. E quindi invisibili.
In un panorama sempre più competitivo, costruire un posizionamento chiaro e riconoscibile è la chiave per emergere. Questo articolo ti spiega come farlo, passo dopo passo, con un approccio concreto e su misura per gli ITS.
1. Cos’è il posizionamento (e perché conta davvero)
Il posizionamento è l’immagine che occupi nella mente del tuo pubblico rispetto ai tuoi concorrenti.
Non si tratta solo di cosa offri, ma di come vieni percepito. È la risposta alla domanda:
“Perché uno studente o un’azienda dovrebbe scegliere proprio questo ITS?”
Un posizionamento efficace ti permette di:
distinguerti in un mercato affollato;
attrarre il pubblico giusto (studenti, aziende, scuole);
comunicare in modo coerente e memorabile;
aumentare la fiducia e la reputazione nel tempo.
2. I segnali che ti dicono che il tuo posizionamento non funziona
Spesso un ITS non si rende conto di avere un problema di posizionamento. Ecco alcuni segnali d’allarme:
Le iscrizioni dipendono solo dal passaparola;
Nessuno sa davvero cosa rende unico l’istituto;
Le aziende non ricordano il nome dell’ITS, ma “quello vicino alla tal scuola”;
La comunicazione è generica, uguale a quella di altri;
Si punta su messaggi vaghi: “formazione d’eccellenza”, “più pratica, più lavoro”, “corsi per il futuro”.
Il punto non è se i corsi funzionano. Il punto è se il tuo valore è chiaro e differenziante agli occhi di chi ti guarda da fuori.
3. Come si costruisce un posizionamento efficace per un ITS
Fase 1 – Conosci te stesso (analisi interna)
Inizia da qui: cosa ti rende davvero diverso?
Non cercare lo slogan perfetto, ma la verità profonda del tuo istituto. Rispondi con onestà a queste domande:
In cosa siamo oggettivamente bravi?
Cosa apprezzano di più gli studenti e le aziende?
Quali corsi funzionano meglio (e perché)?
Che tipo di relazione costruiamo con le imprese?
Qual è l’esperienza tipica di uno studente in aula?
Strumento utile: Sondaggio interno
Crea un questionario per studenti, docenti, tutor e aziende. Chiedi cosa secondo loro distingue l’ITS. Spesso le percezioni esterne sono più chiare delle nostre convinzioni interne.
Fase 2 – Osserva i concorrenti (analisi esterna)
Non basta guardarsi allo specchio. Bisogna anche guardare fuori.
Quali altri ITS operano nella tua area o nel tuo settore?
Come comunicano online? Cosa dicono di sé?
Su cosa puntano nei loro messaggi?
Hanno testimonial? Brand forti? Aziende partner visibili?
Obiettivo: capire cosa già esiste per non posizionarsi in modo identico.
Strumento utile: Mappa di posizionamento
Puoi creare un grafico con due assi (es. “Focus su innovazione ↔️ tradizione” e “Tecnico ↔️ manageriale”) e collocare i vari ITS. Ti aiuterà a visualizzare gli spazi liberi nel mercato.
Fase 3 – Scegli la tua promessa differenziante
Questa è la fase più delicata. Devi scegliere una promessa chiara e credibile che ti renda unico nella mente del tuo pubblico.
La promessa deve essere:
Specifica (no ai concetti vaghi);
Rilevante (deve interessare davvero al tuo target);
Dimostrabile (devi avere prove a supporto);
Duratura (non legata solo a una moda o a un corso singolo).
Esempi:
“L’unico ITS in Italia con un corso progettato da [azienda leader] nel settore [XYZ]”;
“Formiamo solo figure verticali su [tecnologia specifica], in laboratori reali”;
“L’ITS che simula l’azienda vera: zero aule frontali, 100% project-based”.
Fase 4 – Costruisci un messaggio coerente
Una volta scelta la promessa, va trasformata in un messaggio chiaro, semplice e ripetibile.
Non serve uno slogan da pubblicità. Serve una frase che puoi dire ovunque:
sul sito;
nei social;
nei materiali dell’open day;
durante le fiere;
nelle interviste.
Formula utile:
“Siamo l’ITS che [offre questa cosa unica] a [questo tipo di studente/azienda] attraverso [questo approccio pratico e concreto]”.
4. Posizionamento ≠ Marketing: come lavorano insieme
Il posizionamento viene prima del marketing operativo. È la bussola. Una volta definito, ti guida in tutte le decisioni successive:
Che tono usare nei post?
Che immagini mostrare?
Su cosa puntare nelle campagne ADV?
Quali storie raccontare?
Un ITS senza posizionamento rischia di cambiare messaggio a ogni stagione: oggi parliamo di innovazione, domani di artigianato, dopodomani di sostenibilità. Il risultato? Confusione.
5. Esempi concreti (fittizi ma realistici)
ESEMPIO 1 – ITS GreenLab
Problema: comunicazione generica, confusa con altri ITS ambientali.
Analisi: unica realtà in Italia con laboratorio sull’idrogeno certificato.
Nuovo posizionamento:
“Il primo ITS in Italia dedicato alla tecnologia dell’idrogeno, in collaborazione con [azienda leader].”
Risultato: maggiore visibilità, copertura stampa, aumento partner industriali.
ESEMPIO 2 – ITS FoodCraft
Problema: corso su enogastronomia poco riconoscibile rispetto ad alberghieri.
Analisi: team di docenti composto da ex imprenditori e chef stellati.
Nuovo posizionamento:
“L’unico ITS dove ti formano chef, ma anche imprenditori del food.”
Risultato: boom di candidature da studenti con vocazione manageriale.
6. Come verificare se il tuo posizionamento funziona
Un buon posizionamento:
Viene ricordato (anche da chi ti incontra una volta sola);
È riconosciuto (se dici “ITS + [tema]”, ti associano a quello);
Si rafforza nel tempo (più lo comunichi, più diventa vero);
Ti aiuta a dire di no (a corsi incoerenti, partner sbagliati, messaggi fuori tono).
7. Il posizionamento evolve (ma non ogni anno)
Il mondo cambia. I settori evolvono. Anche un ITS deve aggiornare la propria immagine. Ma un buon posizionamento non cambia ogni anno: si adatta, si arricchisce, si consolida.
Puoi affiancare alla tua promessa principale delle campagne tematiche (es. focus su sostenibilità o soft skill), ma senza snaturare la tua identità.
8. Gli errori da evitare
❌ Voler piacere a tutti
Un posizionamento forte esclude qualcuno. E va bene così. Se vuoi parlare a tutti, non parli a nessuno.
❌ Copiare i concorrenti
Se un altro ITS dice “formazione immersiva con le aziende”, tu non puoi dire lo stesso (a meno di farlo in modo davvero diverso).
❌ Cambiare messaggio ogni anno
Ogni volta che modifichi il claim o il tono di voce, perdi un pezzo di riconoscibilità.
❌ Parlare in modo autoreferenziale
Dire “siamo i migliori” non basta. Serve mostrare perché, con storie, dati, testimonianze.
9. Come usare il posizionamento in concreto
📱 Sito web: la homepage deve comunicarlo in 5 secondi;
🗓 Open day: i relatori devono usare le stesse parole chiave;
📩 Newsletter per le aziende: il messaggio deve rinforzare il tuo valore unico;
📣 Post social: il tono, i contenuti e le rubriche devono essere coerenti;
🎤 Fiere e interviste: ogni occasione è buona per rafforzare la tua identità.
10. Conclusioni
Il posizionamento non è un abbellimento grafico. È il cuore della tua strategia.
Un ITS posizionato bene:
attrae gli studenti giusti;
parla alle aziende con autorevolezza;
si distingue tra i concorrenti;
costruisce una reputazione che dura nel tempo.
È il momento di smettere di comunicare “un po’ di tutto” e iniziare a dire qualcosa di vero, utile e unico. Con chiarezza. Con coraggio. Con metodo.